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Il Rostro di Acqualadroni
8 maggio 2013 | di Francis Leveque | rif. : it.765.2013
IIIe secolo a.C. | [it] bronze
Messine, Sicile ( Italie )
 

Questo rostro è il secondo scoperto in Sicilia dopo quello di Trapani nel 2004. Era stato individuato causalmente nel settembre 2008 da una signora mentre si faceva il bagno vicino a Messima ad Acqualadroni.

L’analise deve molto ai labori di Philippe Tisseyre.

Il rostro si trovava a bassissima profondità e se ne intravedeva solo la parte superiore. È integro e di fattura eccellente e decorato lateralmente sui due lati da due gladi, molto probabilmente si tratta di uno dei relitti della flotta di Sesto Pompeo sconfitta da Agrippa nel 36 a. C., confermando le fonti storiche e i ritrovamenti effettuati in passato nelle vicinanze.

Le ricerche sistematiche intraprese nel 1995-97 su questo sito depredato sono riprese sin dal 2005, appena fu instituita la Soprintendenza del Mare, fino alla localizzazione di un altro sito : Acqualadroni B, con la scoperta di tracce di piombo fuso, una grande ancora romana in ferro e una macina di bordo identica a quelle ritrovate sul relitto A (Segnalazione Dott. G. Donato)

Le ricerche erano ancora in corso quando avvenne la scoperta fortuita del rostro, a 120 m. da questo sito. A distanza di qualche mese, furono individuati i resti spiaggiati di un’altra nave, datata al 215 a.C., Acqualadroni D, grazie ad un rinvenimento monetale (Proprio con monete rostrali, databile al 215-214 a.C. Dati cortesemente comunicati dalla Prof.ssa E. Calatabiano, dipartimento Scienze dell’antichità, Università di Catania)

Lo spessore medio del bronzo, quasi 2 cm., e il peso totale di 250 kg. circa, ne fanno un’arma che non può essere considerata una semplice decorazione di prora.

Sono stati localizzati altri piccoli lingotti di piombo a circa 15 m. a Nord del rostro. Sono stati anche recuperati un frammento di piombo di copertura di una nave, un lingotto di piombo rettangolare anepigrafo (39 kg.) e una punta di balestra in piombo.

A differenza dei rostri delle Egadi, non è la parte fissata alla stolos a sopportare il peso del rostro, che appare equilibrato per essere retto dal prolungamento della chiglia e dai rinforzi laterali sui fianchi.

Le spade, unico elemento di datazione percepibile sul rostro di Messina, appartengono a delle tipologie di armi ancora in uso nel IV-III sec.a.C, sia ad occidente che ad oriente del Mediterraneo.

Dopo l’analisi al C14 (Università di Firenze-INFN), il legno è stato datato tra il 360 e il 190 a.C.

L’analisi del metallo e lo studio degli isotopi, questa volta del piombo, hanno fatto apparire grandi differenze tra il rostro di Athlit e il rostro di Messina, il cui piombo potrebbe provenire da ateliers ciprioti, ma comuna caratterizzazione anche vicina ad alcuni piombi spagnoli, mentre la fabbricazione è di per sé molto più robusta con un alto tenore in piombo.

 
                                                                                
 

Bibliografia :

  • P. Tisseyre, Il rostro di Messina - Acqualadrone C : un rostro del III sec. a.C., in Una_Scuola_da_Mare
  • P. Tisseyre, Le armi raffigurate sul rostro di Acqualadrone, una proposta di datazione, Messina , 2008
  • P. Tisseyre, Rinvenimento, recupero e conservazione del rostro di Acqualadroni , 2009
  • P. Tisseyre, Physico-chemical characterization of the Acqualadrone rostrum, in Archaeometry, vol. 53 , 2011
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