Roma repubblicana   :|:   Analisi

I rostri delle Egadi

rif. : it.753.2013 | 9 maggio 2013 | di Francis Leveque
bronze | Terso quarto del IIIe secolo a.C.
Motyé/Mozia, Sicile ( Italie )
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A l’ovest della Sicilia, l’isola di Levanzo che insieme alle isole Favignana e Marettimo forma l’Arcipelago delle Egadi.

Dieci rostri hanno stato scoperti vicino delle Egadi.
- rostro I : scoperto nel 2004
- rostro II : giugno 2008
- rostro III : agosto 2010
- rostro IV e V : maggio 2011
- rostro VI : 2011
- rostro VII : novembre 2011
- rostro VIII e IX : giugno 2012
- rostro X : 2012

Dei dieci rostri finora scoperti nello scenario della battaglia delle Egadi, sei sono pressoché integri, dei rimanenti, uno, Egadi 2 è privo della guaina superiore, cioè quella parte che ricopre il dritto di prua, mentre di Egadi 5 si sono conservate la guaina della cinta sinistra e gran parte di quella di chiglia. I rimanenti due rostri sono stati individuati ma non ancora recuperati e quindi al momento non è possibile indicarne l’originaria appartenenza. Tutti e sei i rostri integri hanno sul lato centrale della guaina superiore un’iscrizione che ne permette di attribuire l’origine ad uno o all’altro schieramento in battaglia. Egadi 1, Egadi 4, Egadi 6, Egadi 7 ed Egadi 8 hanno iscrizioni latine mentre solo Egadi 3 ha un’iscrizione punica.

Le iscrizioni latine menzionano seviri e questori che finanziarono e attestarono la perfetta produzione del rostro :
“C•PAPERIO•T•F• M•POPULICIO•L•F•Q•P” interpretate dall’archeologa Francesca Olivieri, della Soprintendenza del Mare, come “Caio Paperio Tiberii Filii e Marco Populicio Luci Filii Queaestoria Protestate”..

L’unica iscrizione punica e’ un’invocazione a Baal : “Possa Baal fare penetrare questo oggetto nella nave nemica”.

Il gruppo dei dieci rostri delle Egadi presenta una sommaria uniformità che permette di individuare le diverse caratteristiche delle marinerie coeve nel III sec. a.C.

L’analisi dell’unico rostro punico attualmente conosciuto cioè Egadi 3 ha una specifica rilevanza, giacché può fornire indicazioni sulla cultura militare marina.

Questi elementi si aggiungo a quanto già georeferenziato e sono stati inseriti nel vasto sistema GIS del progetto “Archeorete Egadi”. Da una prima analisi topografica, il posizionamento di tutti i “target” certi, conferma una concentrazione in un’area ben definita. Il confronto con la proiezione statistica redatta negli ultimi anni, relativa alla la zona di copertura sonar ed elaborata sin dal 2005, però conduce alla conclusione che molti altri reperti sono ancora giacenti in situ. Si conferma, comunque, e si rafforza l’individuazione dello spazio di mare a circa miglia 3 a Nord-Ovest di Levanzo come il teatro della Battaglia delle Egadi.

I rostri e gli oggetti recuperati sono in corso di restauro presso la Soprintendenza per i Beni culturali di Trapani e la Soprintendenza del Mare. Ciò che è stato già restaurato è in esposizione presso l’ex Stabilimento Florio di Favignana, il Museo A. Pepoli di Trapani e le vetrine di Palazzo Milo sulla rua Nova sede della Soprintendenza per i Beni culturali di Trapani, in via Garibaldi.

Il progetto è coordinato da Sebastiano Tusa (Soprintendente del Mare) e Jeff Royal (RPM Nautical Foundation) con la collaborazione di Stefano Zangara (dirigente della U.O. IV - Progettazione delle ricerche in alto fondale e degli itinerari culturali subacquei, della Soprintendenza del Mare).